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Napoli, VIII Congresso Nazionale A.A.R.O.I. - “Per I medici che lavorano quotidianamente in emergenza
urgenza e che hanno scarse possibilità di esercitare la libera professione intra ed extra moenia, oltre
l’indennità di disagio che sarà introdotta nel 2° biennio economico in discussione, bisognerà prevedere
già nel prossimo contratto un aumento della componente fissa delle voci stipendiali, introducendo una
sorta di indennità per attività in area critica”. Ad entrare subito nel vivo dei tanti problemi che
interessano la categoria degli oltre 11.000 anestesisti italiani presenti nel Paese, è lo stesso
Presidente nazionale degli anestesisti rianimatori italiani Vincenzo Carpino durante la relazione
di apertura dell’VIII Congresso Nazionale, in corso a Napoli dell’A.A.R.O.I l’Associazione di
categoria che annovera tra i suoi iscritti più di 8.000 anestesisti rianimatori”.Davanti ad oltre
300 delegati provenienti da tutta Italia ed a tutti i segretari nazionali dei sindacati di categoria,
Carpino ha quindi focalizzato l’attenzione su quelle sono le principali problematiche che interessano
questi specialisti. “Vanno riconosciute le mansioni usuranti per la nostra categoria ha aggiunto il
Presidente. Sulla natura usurante delle mansioni specifiche dell’anestesista rianimatore non possono
sussistere incertezze precisa Carpino: che la prestazione si svolga in sala operatoria o in rianimazione
o nell’area del Pronto Soccorso, ovvero sul territorio come soccorso avanzato extra ospedaliero,
questa è sempre caratterizzata da un elevato profilo ergonomico e dall’impossibilità di realizzare
una completa prevenzione da rischi derivanti da agenti chimici, fisici e biologici”. Il leader sindacale
ha, quindi, ricordato le maggiori conquiste ed maggiori risultati ottenuti negli ultimi anni
dall’A.A.R.O.I. La nostra Associazione – ha sottolineato il Presidente Nazionale, è cresciuta
in modo continuo e costante raddoppiando il numero dei suoi iscritti e interpretando con coerenza
il ruolo di un sindacato di disciplina, a difesa della qualità e sicurezza del nostro lavoro, ma
vigile sulle prospettive di miglioramento della nostra categoria”. Ed un particolare riferimento
è stato dedicato alla copertura assicurativa dell’AAROI che ha ottenuto un grande successo tra
gli iscritti. “Occorreva – spiega Vincenzo Carpino - creare una nuova modalità di approccio al
fenomeno della responsabilità professionale in anestesiologia e rianimazione anche sul fronte
diretto della difesa di tutti gli iscritti coinvolti in vicende giudiziarie. Per realizzare questo
ambizioso progetto abbiamo costruito un complesso "Sistema di protezione per i soci AAROI" operante
attraverso due convenzioni: una di "secondo rischio", compresa nella quota associativa, e l'altra di
"primo rischio", a libera adesione e a costi assolutamente concorrenziali”.Attraverso questo strumento
riusciamo a monitorare i rischi relativi alla responsabilità civile, gestire i singoli sinistri ed a fornire
strumenti di formazione ed informazione per i medici, garantendo un processo virtuoso che tende a far
diminuire nel tempo la sinistrosità.
Napoli, 7 dicembre 2005
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Guido Masucci
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